Title | : | Come Se |
Author | : | |
Rating | : | |
ISBN | : | 8878014877 |
ISBN-10 | : | 9788878014879 |
Language | : | Italian |
Format Type | : | Paperback |
Number of Pages | : | 49 |
Publication | : | First published January 1, 1912 |
Come Se Reviews
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Un periodo.
Leggi una volta e ti fai un’idea.
Leggi due volte e ti pare di non aver capito.
Leggi tre volte e ridi della tua stupidità, è un concetto così semplice.
Leggi quattro volte e ti chiedi se il mondo e l’essere umano esistono davvero.
Leggi cinque volte e devi scendere dall’autobus: è arrivata la tua fermata -
Gojō Hidemaro, giovane nobile laureato in Storia, studia tre anni a Berlino; al ritorno, è diventato un’altra persona, ha scoperto una nuova versione della realtà maturando una consapevolezza sulla fondamentale assenza di valori assoluti all’interno della vita umana e quindi si immerge in una vita annoiata e libresca, progettando di scrivere una storia del Giappone. Ciò provoca grande preoccupazione della madre e diffidenza del padre che, da grande uomo meiji, pensa che il figlio abbia studiato cose che lo abbiano traviato e che sia entrato in contatto con le “idee pericolose”.
Il protagonista è un emblematico esempio della seconda generazione meiji o “generazione del 1885” che sperimenta in prima persona il regime meiji e ne è insoddisfatta.
L’idea centrale è un’idea che Hidemaro ha maturato in Germania: lui ha visto la società tedesca e si è reso conto che è retta da un equilibrio fra una religione pubblicamente difesa e progresso nella scienza. Si quindi chiede quale sia il ruolo della religione (fatta di menzogne) all’interno della società moderna: la sua funzione può essere utile per governare il popolo, per introdurre l’etica, va però a cozzare con il concetto di verità che andrebbe difeso e portato avanti.
Ci sono diversi modi di comportarsi con la religione:
1) Credere sinceramente, intuitivamente, non distinguendo mito e storia (come gli ignoranti e le masse)
2) Essere privi di fede, ma riconoscere la necessità della religione (“come se”)
3) Essere privi di fede, e dichiararlo pubblicamente (“idee pericolose”)
Per scrivere la storia del Giappone Hidemaro trova un compromesso tra storia e miti: fa finta che i kami esistano, che gli antenati vadano preservati e che l’ordine sociale vada mantenuto: soluzione conservatrice e ipocrita giustificata grazie alla filosofia del “Come se”.
Ho trovato questo libricino "filosofico" molto interessante, ma penso che per leggerlo serva una conoscenza approfondita della società giapponese dell'epoca. -
Il romanzo, benché breve, si rivela una lettura impegnativa per la profondità dei contenuti. Racconta infatti la sofferta ricerca del protagonista della verità sul senso della vita, che trova il maggior ostacolo nella lacerazione apparentemente insuperabile tra Mito e Storia. Hidemaro non vuole rinnegare la Mitologia – che rappresenta le credenze e il senso del dovere su cui si basa la cultura giapponese, una menzogna che ha la pretesa di porsi come realtà – e tuttavia ha bisogno di scinderla dalla Storia, di dimostrare che è altro dalla Storia, pur mantenendone il valore e la dignità.
Il romanzo è una menzogna, nel senso in cui tratta dei fatti come verità. Tuttavia il romanzo fin dal principio non pretende di essere la realtà, ma crea un'altra realtà con coscienza della sua menzogna, e così si fa accettare. E in esso c'è vita. C'è valore. Anche la venerabile mitologia è nata in questo stesso modo, e si è fatta accettare. La differenza sta soltanto nella sua pretesa di considerarsi fin dal principio una realtà.
Il disagio profondo che ne consegue, tale da indurlo a isolarsi, deperire, a vivere con un continuo senso di oppressione, diviene accettabile solo con un atteggiamento di riverenza nei confronti del vivere come se (kanoyoni). Ci sono realtà che noi sappiamo non esistere, ma senza le quali non potremmo fondare l'intera sapienza umana, e quindi dobbiamo vivere come se esistessero, pur consci della loro irrealtà, della loro menzogna. Sono quelle che il protagonista definisce menzogne con coscienza. Per esempio, non esistono il punto e la linea e nemmeno gli atomi, ma è necessario considerarli "come se esistessero", altrimenti non potremmo fondare la geometria né la chimica.Quel "come se" non è affatto un mostro. Senza il "come se", non potrebbe esserci scienza, né arte, né religione. Tutte le cose che hanno valore nella vita umana hanno al centro il "come se".
Questa accettazione di menzogne con coscienza, menzogne imprescindibili e fondanti, menzogne con valore, consente a Hidemaro di preservare la Mitologia, pur ridefinendola annoverandola tra esse, senza così incappare in asserzioni pericolose, distruttive di quello che è il carattere più profondo del suo popolo e del suo Paese.Per lui, asserire la non identicità di mito e storia era un dettame della sua coscienza. Ma pur dichiarando ciò, egli pensava di poter proteggere quella parte importante della vita umana che era avvolta dal mito, come fosse il nocciolo sano di un frutto. Riteneva che stabilire quella non identicità di mito e storia mantenendo questa parte importante della vita fosse un suo dovere in quanto studioso, oltre che in quanto uomo.
Eppure, nel finale Hidemaro sembra prendere coscienza dell'inconciliabilità delle sue posizioni "moderne" con quelle "tradizionaliste" del padre, che ai suoi occhi rappresenta l'intera società giapponese, e pare capitolare, sconfitto da quella dicotomia, questa sì insuperabile, tra individuo e società:«Ho fatto una cattiva scelta. È una cosa da niente lavorare per distrazione o con menzogna, ma se lo si fa con un atteggiamento sincero e serio, non c'è alcuna via d'uscita. Sfortunatamente ho scelto tale professione. [...] In fin dei conti non ci può essere alcuna speranza che io giunga a un compromesso con mio padre, eh?»
«No, non è possibile ti dico.»
Impegnativo, ma illuminante. -
Libretto per me abbastanza inutile: io lo leggevo per capire qualcosa della cultura giapponese, visto che Mori Ogai è uno degli scrittori più amati del Giappone. Il libro, in realtà, è scritto per spiegare qualcosa della cultura filosofica occidentale ai giapponesi: nella fattispecie la filosofia del come se di Vaihinger (il libro Die Philosophie des Als Ob viene nominatao; stranamente non l’autore. La trama è abbastanza inconsistente e non c’è modo di giudicare lo stile dell’autore, perché la traduzione è letterariamente pessima. Esempi: “alla Signora sembrò che Hidemaro non fosse affatto a suo agio, e questo le stette a cuore” - “le conversazioni e la corrispondenza erano un modo di far chiarezza dentro di sé e questo gli dava soddisfazione” - “E come gli eroi cinesi nel periodo di Tre Regni si deploravano vedendo le proprie cosce ingrassarsi, così Hidemaro, che appariva agli altri magro e pallido, percepiva all’interno di se stesso la sua potenza e si inquietava piuttosto di cadere in quell’atrofizzazione per inerzia cerebrale di cui parlava il medico”. È come sentire unghie su una lavagna, no?
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Voto finale 3,5 stelle.
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3.5
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Ho trovato questo brevissimo romanzo ricco di temi importanti quali il modo giusto per affrontare la vita, e nonostante ciò il finale mi ha lasciato con un senso di insoddisfazione.